Prima cosa: non è paranoia, ed è più comune di quanto si dica
Un livido sul braccio che nessuno spiega, la mamma improvvisamente «tranquilla» e assente, il pannolone bagnato da ore, il campanello che suona a vuoto mentre siete lì. La sensazione che qualcosa non vada arriva quasi sempre prima delle prove — e il primo istinto (urlare in reparto, portarla via subito) è comprensibile ma spesso peggiora la vostra posizione.
Quello che segue è l'ordine che funziona.
Cosa è maltrattamento (non solo le percosse)
- Incuria: igiene trascurata, disidratazione, pasti non somministrati a chi non mangia da solo, piaghe da decubito comparse in struttura, cadute ripetute senza misure.
- Contenzione impropria: sponde, cinture, poltrone che immobilizzano senza prescrizione, senza rivalutazione, senza che nessuno vi abbia informato.
- Contenzione chimica: sedativi o antipsicotici usati per «tenerla calma». Nell'anziano con demenza vanno prescritti, motivati e rivalutati — non somministrati come routine di reparto.
- Violenza fisica o psicologica: strattonamenti, urla, umiliazioni, minacce, isolamento come punizione.
- Abusi economici: denaro o oggetti che sparaiscono, firme su documenti, pressioni sull'anziano.
Le prime 72 ore, nell'ordine giusto
- Fotografate con la data. Lividi, arrossamenti su sacro e talloni, condizioni della stanza. Fotografie con data e ora visibili valgono molto più di un racconto a memoria.
- Scrivete un diario: giorno, ora, cosa avete visto, chi era presente, cosa vi è stato risposto. Anche i «non lo so» vanno annotati.
- Fate visitare il vostro familiare da un medico esterno se ci sono segni fisici — pronto soccorso o medico di famiglia. Un referto indipendente è la prova più solida che esista.
- Non affrontate da soli l'operatore di turno. Chiedete per iscritto un incontro con la direzione sanitaria e il coordinatore infermieristico, elencando i fatti e le domande. Una PEC o una mail crea una data certa; una lamentela in corridoio non lascia traccia.
- Chiedete la documentazione sanitaria: diario clinico, scheda di somministrazione dei farmaci, registro delle cadute, valutazioni del rischio piaghe. Avete diritto di accedervi — mettetelo per iscritto e conservate la ricevuta.
- Se c'è pericolo immediato, chiamate il 112. Non aspettate la riunione.
A chi segnalare, in ordine di efficacia
- Direzione della struttura, per iscritto: obbligata a rispondervi e a registrare il reclamo.
- ASL competente — URP e servizio di vigilanza sulle strutture: è l'ente che accredita la RSA e può fare ispezioni. È la segnalazione che le strutture temono di più.
- Servizi sociali del comune, soprattutto se l'inserimento è passato da loro o se c'è integrazione della retta.
- Carabinieri — NAS per condizioni igienico-sanitarie e assistenziali; 112 per l'urgenza; denuncia alla Procura se ci sono lesioni o maltrattamenti (artt. 571 e 572 del codice penale).
- Amministratore di sostegno o tutore, se nominato: ha il dovere di intervenire, e il giudice tutelare può essere informato.
Se il vostro familiare non è in grado di riferire, valgono i vostri riscontri e la documentazione. La frase «lo dice lei, ma è confusa» non è una risposta accettabile: chiedete che sia messa a verbale.
Spostarla o restare?
Non sempre spostare è la mossa giusta subito: un trasferimento improvviso disorienta, e in molti casi la segnalazione formale cambia il comportamento della struttura in pochi giorni, perché nessuno vuole un'ispezione. Ma se c'è violenza, se i segni si ripetono, o se dopo la vostra segnalazione scritta nulla cambia, non aspettate: la sicurezza viene prima della continuità.
In quel caso muovetevi in parallelo — segnalazione da un lato, alternative dall'altro — perché cercare una struttura con urgenza e senza aver preparato nulla porta ad accettare il primo posto libero. Come cambiare senza perdere la copertura: Cambiare RSA.
Se serve un'alternativa in fretta
Aiuto Curalune (€59) prepara entro 24 ore una selezione di 3-5 RSA compatibili con la zona, il grado di autonomia e il budget, con i contatti diretti e le domande da fare in visita — comprese quelle su contenzione, farmaci e personale di notte.
Informazioni di carattere generale, non sostitutive della consulenza legale o medica. In caso di pericolo immediato chiamate il 112.


