La domanda che nessuno osa fare
«La portiamo a casa per il pranzo della domenica? È giusto, o poi soffre di più quando la riportiamo?» È una delle domande che le famiglie si fanno più spesso e che quasi nessuno pone al personale, per paura di sentirsi dire di no o di sembrare egoisti.
La risposta onesta è: dipende dal punto in cui è la malattia, e dipende da come organizzate la giornata. Una gita preparata bene è una delle cose migliori che possiate ancora regalarle. Una improvvisata, lunga e rumorosa può rovinare tre giorni — a lei e al reparto.
Quando è una buona idea, e quando no
Funziona quasi sempre se è lucida o ha un decadimento iniziale, se il posto dove la portate lo riconosce, se le persone presenti sono poche e familiari, e se si torna prima che scenda la sera.
Va valutata con prudenza se ha una demenza avanzata, se negli ultimi tempi si agita nel tardo pomeriggio, se il viaggio dura più di mezz'ora, o se in casa non c'è un bagno accessibile. In quei casi non è cattiveria dire no: per una persona che non riconosce più i luoghi, uscire può essere solo confusione in più — e la casa di una volta non è più «casa» nella sua testa.
Una via di mezzo che funziona molto bene e a cui pochi pensano: portare la festa a lei. Una sala della struttura, la tovaglia buona, il dolce che le piaceva fare, due nipoti alla volta. Si ottiene l'80% del bello con il 20% del rischio.
Cosa organizzare prima (l'errore più costoso è sui farmaci)
- Avvisate con qualche giorno di anticipo, non la mattina stessa: la struttura deve preparare i farmaci da portare via e annotare l'uscita.
- Chiedete la lista dei farmaci con gli orari esatti e portatela con voi, insieme alle dosi. È qui che si sbaglia più spesso: una dose salata o data due ore dopo può cambiare la giornata. Se ha il Parkinson, gli orari sono critici — trenta minuti di ritardo possono bloccarla.
- Rispettate i suoi orari, non i vostri: se pranza alle 12, si pranza alle 12. Cambiare l'orario dei pasti è uno dei modi più sicuri di far andare male la giornata.
- Poche persone. Tre nipoti che entrano insieme urlando «nonna!» sono un sovraccarico, non una festa. Fate entrare le persone a turno.
- Il bagno: verificate prima che sia raggiungibile e che ci sia dove appoggiarsi. Portate un cambio e i presidi per l'incontinenza — è la ragione più banale per cui una bella giornata finisce nell'imbarazzo.
- Il trasporto: chi la accompagna, come sale in auto, e se serve una carrozzina in prestito. Chiedetelo alla struttura, spesso la prestano.
- Il numero della struttura in tasca, e il nome dell'infermiere in turno.
Il rientro: la parte che si sbaglia più spesso
Tornate prima del tardo pomeriggio: verso sera l'agitazione sale (è l'agitazione vespertina) e un rientro alle 19 è tre volte più difficile di uno alle 16.
Dite al personale a che ora rientrate, così possono farla trovare in un momento di attività invece che in una camera vuota. E salutate come sempre, breve e uguale: «torno mercoledì». Prolungare il commiato non la consola, la agita.
Se piange al rientro, non è la prova che avete sbagliato a portarla fuori. Chiedete al personale come è stata dopo un'ora: quasi sempre la risposta ridimensiona il dolore del momento.
Retta, assenze e assicurazione
Un'uscita di giornata non cambia nulla sulla retta: il posto si paga comunque, ed è normale. Per le assenze più lunghe (qualche notte fuori) chiedete alla direzione se il regolamento prevede riduzioni e quali sono i limiti — nei posti convenzionati ci sono soglie di giorni di assenza oltre le quali si rischia la copertura. Chiedete anche di firmare l'uscita temporanea se la struttura lo prevede: serve a loro e tutela voi.
I segnali per cui è meglio non ripetere
- si agita durante l'uscita e chiede di «tornare a casa» mentre è a casa sua;
- non riconosce il luogo e cerca l'uscita;
- dopo il rientro resta disorientata per giorni, non per ore;
- arriva stremata: un'uscita che stanca troppo costa più di quello che dà.
In quel caso non avete perso nulla: cambiate formato, non frequenza. Le visite brevi e frequenti in struttura valgono più di una grande uscita ogni due mesi.
Se la struttura rende tutto difficile
Se ogni uscita diventa una battaglia burocratica, se non vi danno i farmaci, se non c'è un posto tranquillo per una festa in struttura, quello dice qualcosa sull'organizzazione.
Aiuto Curalune (€59) prepara entro 24 ore una selezione di 3-5 RSA compatibili con la vostra zona, con le domande da fare in visita — comprese quelle su uscite, spazi per le famiglie e flessibilità sugli orari.
Informazioni di carattere generale, non sostitutive del parere medico. Concordate sempre con il medico della struttura le uscite se ci sono condizioni cliniche instabili.


