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Guida editoriale

Guida RSA9’ di lettura stimataPubblicato il 30/07/2026

Piaghe da decubito comparse in RSA: cosa pretendere, e perché quasi sempre si potevano evitare

Una lesione da pressione che nasce in struttura non è sfortuna: nella grande maggioranza dei casi è prevenibile. Come riconoscerla al primo stadio, cosa deve essere già stato fatto e cosa chiedere per iscritto.

Perché conta questa guida

Pensata per ridurre l’incertezza delle famiglie che devono capire costi, urgenza, liste d’attesa e opzioni reali.

«È perché non si muove»: non è una spiegazione

Le lesioni da pressione — piaghe da decubito — si formano dove l'osso preme sulla pelle in una persona che non cambia posizione da sola. La frase che le famiglie sentono più spesso è «succede, è perché non si muove». Non è una spiegazione: è esattamente la condizione che la struttura deve gestire.

Nella grande maggioranza dei casi una lesione da pressione che nasce in struttura era prevenibile. Per questo è considerata un indicatore di qualità dell'assistenza: non misura la fragilità dell'anziano, misura il lavoro fatto attorno a lui.

(Se invece la lesione c'era già e state cercando una struttura che possa gestirla, il percorso è diverso: ne parliamo in RSA e lesioni da pressione: cosa verificare prima dell'ingresso.)

Il primo stadio è reversibile: è lì che si agisce

Non aspettate la ferita aperta. Il primo segno è un arrossamento che non sbianca premendolo con un dito: la pelle è ancora integra e a quello stadio la lesione si fa regredire in pochi giorni con il solo scarico della pressione. Se si arriva alla vescica, poi al cratere, poi all'osso esposto, si parla di settimane o mesi di medicazioni, dolore e rischio di infezione.

Dove guardare, ogni volta che andate: sacro (la zona più frequente), talloni, anche, gomiti, orecchie, e sotto gli elastici degli occhialini dell'ossigeno. Chiedete espressamente di guardare i talloni: sono il secondo punto più colpito e il più trascurato.

Cosa deve essere già stato fatto

  • una valutazione del rischio all'ingresso con una scala validata (Braden o Norton), ripetuta a ogni cambiamento di condizioni — chiedete il punteggio, esiste;
  • un piano di riposizionamento scritto, in genere ogni 2-3 ore, con gli orari annotati;
  • un materasso antidecubito adeguato al livello di rischio (a pressione alternata per i rischi alti);
  • lo scarico dei talloni: cuscini sotto le gambe in modo che i talloni non tocchino il materasso;
  • l'ispezione quotidiana della pelle, documentata;
  • la gestione dell'umidità: cambio tempestivo, pelle asciutta, creme barriera — pannolone bagnato per ore e pelle macerata sono la premessa della lesione;
  • la nutrizione: senza proteine e liquidi la pelle non ripara. Se sta perdendo peso, le due cose sono collegate.

Cosa chiedere per iscritto

  1. Il punteggio di rischio attuale e quello all'ingresso.
  2. La data di comparsa della lesione e chi l'ha rilevata. Una lesione presente all'ingresso e una nata dopo tre settimane in struttura sono due storie diverse.
  3. Lo stadio, la misura e le foto con data: senza misure documentate non si può dimostrare se sta migliorando o peggiorando.
  4. Il piano di medicazione e chi lo ha stabilito: chiedete la valutazione di un infermiere esperto in wound care o una consulenza specialistica.
  5. Il tipo di materasso in uso e perché è stato scelto quello.
  6. La scheda di riposizionamento degli ultimi sette giorni.

Le richieste scritte vengono trattate in modo diverso dalle domande in corridoio: mettete tutto in una mail o in una PEC alla direzione sanitaria e conservate la ricevuta.

I segnali che qualcosa non funziona

  • la lesione è comparsa e nessuno vi ha avvisato;
  • non c'è un materasso antidecubito, o è sgonfio;
  • i talloni appoggiano sul letto;
  • la scheda di riposizionamento è vuota, o compilata tutta con la stessa penna alla fine del turno;
  • la lesione peggiora da settimane e la risposta resta «stiamo medicando»;
  • c'è odore, pus o febbre: è un'urgenza, non un dettaglio.

Se non cambia nulla

Chiedete un incontro scritto con la direzione sanitaria. Se la situazione non si muove, la segnalazione all'ASL (URP e servizio di vigilanza sulle strutture) è lo strumento che pesa: è l'ente che accredita la RSA e può ispezionare. Nei casi gravi si può coinvolgere il NAS dei Carabinieri e valutare una denuncia. Come muoversi nelle prime ore lo spieghiamo qui: sospetto maltrattamenti, le prime 72 ore.

Se serve un'alternativa

Una persona a rischio alto ha bisogno di una struttura con il materasso giusto, il personale per riposizionarla ogni due ore e un infermiere che sappia gestire le ferite. Se non ci sono, il problema non è vostro familiare.

Aiuto Curalune (€59) prepara entro 24 ore una selezione di 3-5 RSA compatibili con la zona e il livello di assistenza, con le domande da fare in visita — comprese quelle su materassi antidecubito, rapporto personale/residenti e presenza infermieristica sulle 24 ore.

Informazioni di carattere generale, non sostitutive del parere medico. Una lesione con odore, pus o febbre va valutata da un medico senza attendere.

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Tre schede da consultare autonomamente

Proposte in base alla località, non alla situazione assistenziale. Disponibilità e idoneità vanno confermate direttamente con le strutture.

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