Ve ne accorgete dai vestiti, prima che dai numeri: la giacca che balla, l'orologio che gira sul polso. Oppure da un dettaglio durante la visita — il vassoio che torna indietro mezzo pieno, e nessuno che sembra farci caso.
Il calo di peso in RSA non è «una cosa normale a quell'età». È uno dei segnali clinici più importanti che esistano in struttura, ed è quasi sempre misurabile, tracciato e — in buona parte dei casi — correggibile. La differenza la fa chi se ne accorge e chi lo chiede.
1. Prima cosa: chiedete la curva del peso
Ogni RSA pesa gli ospiti periodicamente — di norma almeno una volta al mese, più spesso se c'è un rischio nutrizionale. Quei numeri esistono e stanno in cartella.
La richiesta da fare, con calma e per iscritto: «Vorrei vedere l'andamento del peso degli ultimi sei mesi.»
Due soglie da conoscere, perché sono quelle usate in geriatria
- il 5% del peso perso in un mese, o
- il 10% in sei mesi
sono malnutrizione in atto o imminente, non «inappetenza». Se la curva mostra questi numeri e nessuno vi ha chiamato, la seconda domanda è: «Chi lo aveva visto, e cosa è stato fatto?»
2. Le cause che si possono correggere
La lista è lunga, ed è una buona notizia: quasi tutte hanno un rimedio.
- La bocca. È la prima cosa da guardare e l'ultima che viene guardata. Protesi che non tiene più (il calo di peso cambia la forma delle gengive: la dentiera che andava bene sei mesi fa oggi balla), afte, candidosi, denti che fanno male. Chiedete quando è stata l'ultima valutazione odontoiatrica.
- I farmaci. Molti tolgono l'appetito, cambiano il gusto o danno nausea; alcuni sedativi fanno dormire l'ospite proprio all'ora dei pasti. Chiedete una revisione della terapia con una domanda precisa: «C'è qualcosa che si può alleggerire o spostare di orario?»
- La disfagia. Se tossisce ai pasti, se mangia lentissimo, se evita i liquidi: serve una valutazione della deglutizione (logopedista) e una dieta di consistenza adeguata. Ne abbiamo scritto qui: RSA per un anziano con disfagia.
- La depressione. Nel primo periodo dopo l'ingresso è frequentissima, e il sintomo più comune non è il pianto: è il piatto lasciato a metà. Se il calo di peso coincide con i primi mesi in struttura, va detto al medico esattamente in questi termini.
- Il dolore. Chi ha male mangia meno. Il dolore negli anziani con demenza è sistematicamente sottovalutato perché non viene raccontato: va cercato con le scale apposite.
- L'aiuto che non c'è. La domanda più semplice e più rivelatrice: «Chi la aiuta a mangiare, e quanto tempo ha?» Un'ospite lenta con un operatore che ha dieci vassoi da seguire finisce il pasto quando il pasto finisce. Se durante la visita vedete i vassoi ritirati dopo venti minuti, avete già la risposta.
- Il cibo stesso. Orari rigidi, piatti freddi, consistenze sbagliate, nessuna alternativa. Chiedete se esiste un secondo piatto a scelta e cosa succede se rifiuta il pasto: riproposto più tardi o segnato come «non ha mangiato»?
3. Cosa deve fare la struttura
Quando il peso scende, la risposta della RSA non può essere «eh, è anziana». Gli strumenti standard esistono e vanno chiesti per nome:
- Screening nutrizionale (in genere MNA o MUST) e rivalutazione del rischio;
- il PAI aggiornato: il calo di peso è esattamente il tipo di evento che impone di rivedere il piano assistenziale individualizzato. Avete diritto di partecipare alla riunione e di chiederne una senza aspettare la scadenza;
- diario alimentare per qualche giorno: quanto mangia davvero, a che ora, con quale aiuto;
- arricchimento dei pasti prima degli integratori (più calorie a parità di volume), e integratori proteico-calorici se serve, prescritti e tracciati;
- il coinvolgimento del medico e, dove disponibile, di un dietista o nutrizionista;
- peso più frequente: settimanale, finché la curva non si stabilizza.
La frase che funziona, detta alla coordinatrice infermieristica: «Vorrei che il calo di peso entrasse formalmente nel PAI, con le misure previste e una data di verifica.»
4. Cosa potete fare voi
- Andate a trovarla all'ora dei pasti, almeno una volta. Non annunciati. Dieci minuti in sala da pranzo dicono più di tre colloqui.
- Portate quello che le piace (se compatibile con la dieta: chiedetelo). Un anziano che rifiuta il passato di verdure della cucina può finire una porzione di parmigiano o un gelato — e in quella fase le calorie contano più dell'equilibrio nutrizionale.
- Mangiate con lei. Si mangia di più in compagnia: è uno dei dati più solidi della geriatria.
- Raccontate al personale le abitudini di una vita: la colazione dolce, la cena presto, il caffè dopo pranzo. Sono dettagli che una cucina può rispettare, se li conosce.
5. Quando il calo di peso racconta un'altra storia
Va detto con onestà: non tutti i cali di peso si correggono. Nella demenza avanzata, il disinteresse per il cibo e la perdita della capacità di deglutire fanno parte dell'evoluzione della malattia. In quella fase la domanda cambia: non più «come lo facciamo mangiare di più», ma «cosa ha senso fare, e cosa no».
È una conversazione che va fatta con il medico, con calma, prima dell'emergenza — anche sul tema della nutrizione artificiale, che nella demenza avanzata non allunga la vita e non migliora il comfort, come dicono ormai tutte le linee guida. Ne parliamo qui: il fine vita in RSA.
Se invece il calo di peso arriva insieme ad altri segnali — piaghe da decubito, scarsa igiene, sete evidente, personale che non sa rispondere — allora non è più una questione nutrizionale: è una questione di qualità dell'assistenza, e il percorso è un altro: come presentare un reclamo alla RSA.
6. Se la struttura non risponde
Nell'ordine, per iscritto a ogni passaggio
- Coordinatrice e direzione sanitaria, con date e numeri (la curva del peso è il vostro documento più forte);
- il medico di struttura e, se serve, il medico di famiglia;
- l'URP dell'ATS/ASL che vigila sulla struttura;
- se ci sono segnali di trascuratezza, la strada del reclamo formale e della segnalazione.
E se la fiducia è finita, cercare un'altra struttura non è un tradimento: cambiare RSA senza perdere la copertura spiega come si fa senza restare scoperti.
Per le pratiche e per la ricerca
Se dietro il problema del peso ce n'è uno più grande — la struttura non è più quella giusta, o i costi non tornano — sono due cantieri separati.
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*Informazioni generali, non un parere medico. Ammissione, rette e disponibilità vanno sempre confermate con le strutture e con gli enti competenti. In emergenza: 112.*


