Il posto SSR non è portabile
Il primo punto da capire è che il posto contrattualizzato SSR appartiene alla struttura, non alla persona. Quando un ospite esce da una RSA, il posto rimane nella struttura. La copertura SSR per il nuovo ricovero dipende da un nuovo iter nella struttura ricevente.
Trasferimento nella stessa ASL/ATS/ULSS
Se ci si sposta all'interno della stessa ASL (o ATS in Lombardia, ULSS in Veneto), il trasferimento è generalmente più semplice:
- La valutazione UVM/UVG/UVMD già effettuata di solito resta valida per un periodo (variabile per ente)
- La famiglia presenta la domanda alla nuova RSA con la documentazione esistente
- La nuova RSA verifica la disponibilità del posto e, se contrattualizzato, attiva o verifica il riconoscimento SSR con l'ente
- I tempi dipendono dalla disponibilità della struttura ricevente
Trasferimento tra province o regioni diverse
- La valutazione del vecchio territorio non è automaticamente riconosciuta dalla nuova ASL
- Il nuovo iter può richiedere una nuova valutazione multidimensionale nell'ente di destinazione
- Il cambio di residenza anagrafica è spesso necessario per accedere ai posti SSR nel territorio di destinazione
- I tempi si allungano, soprattutto se il trasferimento è interregionale
Garantire la continuità assistenziale
- Trovare la nuova struttura e verificare la disponibilità prima di comunicare le dimissioni da quella attuale
- Attivare il nuovo iter SSR nel territorio di destinazione il prima possibile
- Coordinare la data di uscita con la data di ingresso nella nuova struttura
- Non comunicare le dimissioni prima di avere la certezza del posto nella struttura ricevente
Trasferimento per peggioramento clinico
Se il trasferimento è motivato da un peggioramento che richiede un livello assistenziale superiore, il medico della RSA e il medico curante devono documentarlo. In questi casi il trasferimento può avvenire con una certa urgenza e, in diverse regioni, la RSA di partenza può attivare il raccordo con la struttura ricevente.
Se non sei soddisfatto della qualità
Prima di decidere il trasferimento per insoddisfazione, vale la pena comunicare le criticità alla direzione sanitaria, presentare un reclamo formale e — se le problematiche non vengono risolte — contattare il Difensore Civico regionale o l'ispettorato ASL. Il trasferimento è sempre possibile, ma comporta un periodo di adattamento per la persona e non risolve problemi sistemici.
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