Serve la residenza per entrare in una RSA? Cosa conta davvero (e cosa no)
Molte famiglie si chiedono se per entrare in una RSA sia obbligatorio essere residenti nel Comune o nella Regione della struttura. In questa guida chiara spieghiamo quando la residenza conta davvero, quando no, cosa cambia tra RSA accreditate SSR e private e come muoversi senza perdere tempo.
Quando si cerca una RSA, una delle prime domande che emergono è semplice e diretta: “Serve la residenza per poter fare domanda?”
La risposta breve è: dipende, ma nella maggior parte dei casi la residenza non è un requisito obbligatorio. Vediamo cosa conta davvero.
La residenza è obbligatoria per entrare in una RSA?
In Italia non esiste una legge nazionale che imponga la residenza nel Comune della RSA per poter essere ammessi.
Tuttavia, l’accesso può variare in base a:
- tipo di struttura (accreditata SSR o privata)
- modalità di accesso (con o senza contributo pubblico)
- regole regionali e priorità territoriali
RSA accreditate SSR: quando la residenza può contare
Nelle RSA accreditate con il Servizio Sanitario Regionale (SSR), la residenza non è un requisito formale, ma può incidere in modo indiretto.
In particolare:
- alcune strutture danno priorità ai residenti del Comune o della ASST/ATS di riferimento
- i posti SSR sono limitati → le graduatorie tengono conto anche della provenienza
- a parità di bisogno clinico, un residente può essere chiamato prima
👉 Importante: priorità non significa esclusione. Un non residente può essere ammesso, soprattutto se c’è disponibilità.
RSA private: la residenza NON conta
Nelle RSA private (accesso a pagamento):
- la residenza non è un criterio di selezione
- contano solo disponibilità del posto e compatibilità clinica
È spesso la strada più rapida quando:
- i tempi SSR sono lunghi
- si cerca una struttura fuori Regione
- serve un ingresso urgente
Cosa conta davvero più della residenza
Nella pratica, le RSA valutano soprattutto:
- livello di non autosufficienza
- bisogni assistenziali (demenza, nursing h24, riabilitazione)
- compatibilità con il nucleo disponibile
- urgenza del caso
- disponibilità reale dei posti
La residenza viene dopo, se viene considerata.
Lombardia e Lazio: caso frequente
In regioni molto popolate come Lombardia e Lazio:
- la residenza non è obbligatoria
- ma può incidere sui tempi di attesa SSR
- molte famiglie entrano in RSA fuori Comune o fuori Provincia
È una situazione comune e perfettamente legittima.
Cosa fare, in pratica (senza perdere settimane)
- Non auto-escluderti pensando “non sono residente”
- Contatta la RSA e chiedi chiaramente:
- “Ci sono vincoli di residenza?”
- “Esistono priorità territoriali?”
- Valuta più strutture, non una sola
- Se l’urgenza è alta, considera temporaneamente il privato
In sintesi
- ❌ La residenza non è un requisito obbligatorio
- ⚠️ Può influire solo come criterio di priorità nelle RSA SSR
- ✅ Nelle RSA private non conta
- ✔️ Chiedere direttamente alla struttura è sempre la scelta migliore
Se hai dubbi su come orientarti tra RSA, accesso SSR e tempi realistici, Curalune nasce proprio per aiutare le famiglie a fare chiarezza.