La regola piemontese: metà e metà
È il punto da cui parte tutto il resto. In Piemonte, per un posto convenzionato in RSA, la spesa si divide in due: una quota sanitaria a carico del servizio sanitario regionale e una quota alberghiera a carico dell'ospite e della sua famiglia, in proporzioni che si avvicinano alla metà ciascuna a seconda del livello assistenziale riconosciuto.
La conseguenza pratica è netta: lo stesso posto, nella stessa struttura, costa alla famiglia circa il doppio se non è convenzionato. Ottenere il convenzionamento non è un dettaglio burocratico, è la differenza tra un conto sostenibile e uno che erode il patrimonio.
Il percorso: la valutazione UVG
Il convenzionamento passa dalla UVG (Unità di Valutazione Geriatrica) del distretto dell'ASL di residenza. Le ASL piemontesi coprono Torino città, l'area metropolitana e le province.
- Domanda al distretto, di norma tramite il medico di medicina generale o i servizi sociali del Comune.
- Valutazione UVG: l'équipe valuta autonomia, condizioni sanitarie, situazione sociale e assegna un punteggio con il relativo livello di intensità assistenziale.
- Inserimento in graduatoria: il punteggio determina la posizione. I posti convenzionati sono contingentati e le liste, soprattutto nell'area torinese, sono lunghe.
- Chiamata e scelta della struttura tra quelle disponibili nel territorio dell'ASL.
Tre cose che fanno la differenza durante l'attesa: presentare la domanda prima che la situazione diventi ingestibile (non impegna a nulla); segnalare per iscritto ogni peggioramento, perché la posizione si rivaluta solo se qualcuno la aggiorna; e chiedere al distretto se esiste la possibilità di un ingresso in solvenza con successivo passaggio a convenzionato quando si libera la quota — molte famiglie non sanno che in diverse situazioni è praticabile.
Rette in Piemonte nel 2026
- Posto convenzionato (quota a carico della famiglia): indicativamente 55–80 €/giorno, cioè circa 1.650–2.400 €/mese.
- Posto in solvenza privata: indicativamente 90–140 €/giorno, cioè circa 2.700–4.200 €/mese.
- Differenze provinciali: Torino e la prima cintura sono le più care; Alessandria, Asti, Vercelli, Biella e il Verbano restano sensibilmente più contenute. In una regione con distanze brevi, spostarsi di trenta chilometri è la leva più concreta sia sui tempi sia sul costo.
- Extra ricorrenti: presidi per l'incontinenza oltre soglia, trasporti per visite, fisioterapia aggiuntiva, parrucchiere e podologo.
Le misure che quasi nessuno richiede
- L'integrazione comunale della retta, quando il reddito non basta: si richiede ai servizi sociali del Comune di residenza con l'ISEE sociosanitario, che è diverso dall'ISEE ordinario e va chiesto espressamente al CAF.
- L'indennità di accompagnamento, diritto INPS separato e cumulabile, che moltissime famiglie non richiedono semplicemente perché nessuno gliene ha parlato.
- I contributi per la domiciliarità previsti a livello regionale e dai consorzi socioassistenziali, pensati proprio per reggere il periodo di attesa a casa.
Il punto pratico
In Piemonte l'attesa per un convenzionato è reale e va messa in conto: per questo il momento in cui si avvia la valutazione conta più di ogni altra cosa. E mentre si aspetta, l'elenco delle strutture a cui rivolgersi va costruito ampio, non ristretto alla struttura sotto casa.
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Le rette indicate sono fasce indicative rilevate sul mercato piemontese e variano da struttura a struttura; criteri di valutazione, livelli assistenziali, misure regionali e requisiti per l'integrazione comunale sono stabiliti dalla Regione Piemonte, dalle ASL e dai Comuni e vengono aggiornati periodicamente. Verificate sempre le condizioni con la struttura, con il distretto della vostra ASL e con i servizi sociali del Comune. Curalune non gestisce le liste d'attesa e non garantisce la disponibilità di posti.


