In Lombardia la parola “accreditata” non basta per capire quanto pagherà una famiglia in RSA. La Regione distingue le strutture accreditate che hanno un contratto con l’ATS da quelle che non lo hanno. Nelle prime, una parte dei costi è sostenuta dal Fondo Sanitario Regionale; nelle RSA senza contratto ATS, i costi sono totalmente a carico dell’ospite o del Comune di residenza.
Questa differenza deve essere verificata sul posto concreto e prima di firmare. Una RSA può avere requisiti e accreditamento, ma proporre un ingresso interamente privato. La domanda commerciale corretta non è quindi soltanto “quanto costa la retta?”, bensì “questo specifico posto è contrattualizzato e quale quota resta a mio carico?”.
Separare autorizzazione, accreditamento e contratto
Chiedete alla struttura di indicare per iscritto la propria condizione e quella del posto offerto. Non assumete che un logo regionale, una presenza in un elenco o la definizione di RSA accreditata implichino automaticamente una quota sanitaria pubblica per ogni ingresso.
Annotate denominazione giuridica, sede, nucleo, tipologia di camera e data prevista. Se il gestore ha più strutture o più regimi nella stessa sede, la risposta deve riferirsi esattamente all’offerta ricevuta.
Domandare se il posto è coperto da contratto ATS
La pagina regionale aggiornata il 22 luglio 2026 precisa che nelle RSA pubbliche o private accreditate e con contratto ATS una parte dei costi è sostenuta dal Fondo Sanitario Regionale. Senza contratto ATS, il costo è totalmente a carico dell’ospite o del Comune.
Fate inserire questa informazione nel preventivo o in una comunicazione allegata. Evitate formule vaghe come “struttura convenzionata” se non chiariscono il regime del posto, la decorrenza e le eventuali condizioni.
Ricostruire la retta privata completa
Per un posto senza contratto ATS chiedete il costo giornaliero e mensile, il metodo di calcolo del primo mese e tutte le voci escluse. Separate assistenza sociosanitaria, alloggio, pasti, lavanderia, farmaci non coperti, trasporti, accompagnamenti, podologia, parrucchiere e altri servizi.
Calcolate tre scenari: mese pieno, ingresso a metà mese e aumento del bisogno assistenziale. Aggiungete deposito, anticipo, preavviso e costi di uscita. Una cifra unica non consente di confrontare due RSA in modo serio.
Non confondere la quota sanitaria con la retta alberghiera
Anche in una RSA con contratto ATS, una parte dei costi resta normalmente all’ospite o al Comune. Chiedete quale componente è sostenuta dal Fondo Sanitario Regionale e quale retta sarà fatturata alla persona. Fate indicare gli extra non compresi.
Confrontate preventivi costruiti sullo stesso profilo assistenziale. Una retta apparentemente più bassa può escludere servizi necessari; una più alta può includere componenti che altrove saranno fatturate a parte.
Verificare Carta dei Servizi e rette pubblicate
La Regione indica che le rette a carico dell’ospite sono pubblicate sui siti delle ATS o delle RSA, insieme alla Carta dei Servizi, che deve essere distribuita agli ospiti. Scaricate la versione vigente e conservatela con la data.
Controllate ammissione, servizi inclusi, modalità di fatturazione, assenze, deposito, reclami e dimissioni. Se preventivo e Carta dei Servizi divergono, chiedete una rettifica prima di versare somme.
Preparare la valutazione e i documenti d’ingresso
La richiesta può essere presentata direttamente alla RSA scelta. La struttura indica la documentazione amministrativa e sanitaria necessaria e valuta la persona; dopo l’ingresso viene predisposto un Piano di Assistenza Individuale.
Preparate diagnosi, terapia, autonomia, mobilità, comportamento, alimentazione, presidi e contatti dei curanti. Chiedete quali bisogni possono far rivedere l’idoneità o il prezzo. Un preventivo senza valutazione può restare condizionato.
Chiarire l’eventuale intervento del Comune
Se la persona non riesce a sostenere il costo, la Regione invita a rivolgersi all’assistente sociale del Comune di residenza. Non presentate però l’intervento comunale come automatico: dipende dalla normativa e dalla valutazione applicabile al momento della domanda.
Chiedete quali documenti servono, chi deve presentare l’istanza e se esiste una decisione scritta prima dell’ingresso. Finché manca una conferma, costruite il budget come se la famiglia dovesse coprire la parte non finanziata.
Controllare posto disponibile e lista d’attesa
I collegamenti regionali permettono di cercare informazioni su posti, liste d’attesa e rette, ma l’aggiornamento è curato da ATS e strutture. Telefonate o scrivete alla RSA per confermare data, nucleo, camera e compatibilità con il bisogno.
Distinguete “domanda ricevuta”, “valutazione positiva”, “in lista” e “posto offerto”. Non disdite assistenza o altra struttura finché l’ammissione non è confermata per iscritto. Curalune non garantisce disponibilità né ammissione.
Rendere trasparenti commissioni e conflitti
Se usate un intermediario, chiedete chi lo remunera e se confronta anche RSA senza accordi commerciali. Una commissione del gestore può influenzare quali posti vengono presentati e con quale urgenza.
Pretendete fonte, data e stato di ogni informazione. Accreditamento, contratto ATS, retta e disponibilità sono quattro dati diversi e nessuno deve essere dedotto dagli altri.
Come può aiutare Curalune
Il servizio di selezione opzioni di Curalune può confrontare RSA per regime del posto, bisogno assistenziale, costo documentato e condizioni di ingresso. Il servizio di contatto più completo può aiutare a formulare domande uniformi su contratto ATS, retta, extra e disponibilità reale.
Curalune non sostituisce RSA, ATS, Comune o valutazione clinica e non garantisce disponibilità né ammissione. L’obiettivo è rendere confrontabili offerte che altrimenti sembrano uguali soltanto perché usano la parola “accreditata”.
Chiedete anche per quanto tempo il preventivo resta valido e con quale preavviso può cambiare. Se la famiglia attende una decisione comunale, fate indicare chi coprirà temporaneamente le fatture e se il posto viene mantenuto. Non firmate una garanzia personale senza comprenderne durata, importo massimo e condizioni di cessazione.
Domande frequenti
Una RSA accreditata è sempre finanziata dal Fondo Sanitario Regionale?
No. La Regione distingue le RSA accreditate con contratto ATS da quelle senza contratto; in queste ultime il costo è totalmente a carico dell’ospite o del Comune.
Un posto senza contratto ATS è necessariamente inadatto?
No. La questione è economica e contrattuale, oltre che assistenziale. Verificate idoneità, costo totale e sostenibilità prima di scegliere.
Il Comune paga automaticamente la retta privata?
No. Occorre rivolgersi ai servizi sociali e ottenere le indicazioni e decisioni previste dalla normativa applicabile.
Curalune può garantire il posto contrattualizzato?
No. Curalune supporta confronto e contatto, ma non garantisce posti disponibili, ammissione o finanziamento pubblico.


