Prima cosa: qui non si chiamano RSA
Chi cerca "RSA" in Emilia-Romagna trova poco, e non perché manchino le strutture. In questa regione la residenza per anziani non autosufficienti si chiama CRA — Casa Residenza per Anziani. È la stessa cosa, con un altro nome, e sapere il nome giusto cambia i risultati di qualunque ricerca, sul web e al telefono con l'azienda sanitaria.
La differenza emiliana: la graduatoria è unica
È il punto che più distingue l'Emilia-Romagna dalla Lombardia, ed è una buona notizia per le famiglie. Qui non si presenta la domanda a ogni singola struttura: esiste una graduatoria unica distrettuale, gestita dal Servizio Assistenza Anziani del distretto, e da lì partono le proposte di posto.
Significa una domanda sola, ben fatta, invece di dodici. Ma significa anche che la posizione in graduatoria è tutto — e la posizione dipende dalla valutazione.
Il percorso: dallo Sportello Sociale alla UVG
- Sportello sociale del Comune o Servizio Assistenza Anziani del distretto: è il punto di partenza. Non le strutture.
- Valutazione della UVG (Unità di Valutazione Geriatrica), l'équipe sociosanitaria che valuta condizioni cliniche, autonomia e situazione familiare e definisce il progetto assistenziale.
- Inserimento in graduatoria distrettuale, con un punteggio che tiene conto della gravità e del carico assistenziale sulla famiglia.
- Proposta del posto tra le CRA accreditate del distretto, e ingresso in tempi stretti.
Due cose da sapere. La domanda si può presentare prima che la situazione diventi ingestibile, e non impegna a nulla. E se le condizioni peggiorano durante l'attesa va chiesta la rivalutazione: la graduatoria si muove solo se qualcuno segnala il cambiamento, per iscritto.
Rette in Emilia-Romagna nel 2026
Nelle CRA accreditate la parte sanitaria è coperta dal Fondo regionale per la non autosufficienza; la famiglia paga la retta di ospitalità.
- Posto accreditato (quota a carico della famiglia): indicativamente 55–80 €/giorno, cioè circa 1.650–2.400 €/mese.
- Posto privato: indicativamente 90–135 €/giorno, cioè circa 2.700–4.050 €/mese.
- Differenze provinciali: Bologna, Modena e Reggio Emilia sono mediamente le più care; Ferrara, Piacenza, la Romagna interna e l'Appennino restano più contenuti. In una regione ben collegata, trenta chilometri valgono spesso alcune centinaia di euro al mese.
- Extra ricorrenti: presidi per l'incontinenza oltre soglia, trasporti per visite, fisioterapia aggiuntiva, parrucchiere e podologo.
Le misure che quasi nessuno richiede
- L'integrazione comunale della retta, quando il reddito non basta: si chiede allo sportello sociale con l'ISEE sociosanitario, che è diverso dall'ISEE ordinario e va richiesto espressamente al CAF.
- L'indennità di accompagnamento, diritto INPS separato e cumulabile, spesso non richiesto perché nessuno ne parla.
- L'assegno di cura previsto dal Fondo regionale per la non autosufficienza, pensato per sostenere l'assistenza a domicilio: in molte situazioni permette di reggere l'attesa senza arrivare alla rottura.
Il punto pratico
In Emilia-Romagna la partita si gioca sulla valutazione e sul distretto giusto, non sul numero di telefonate. Fate la domanda presto, chiedete che il carico assistenziale della famiglia sia messo agli atti, e aggiornate la posizione a ogni peggioramento.
Se nel frattempo volete sapere quali CRA della zona sono compatibili con il caso, Aiuto Curalune vi dà il punto di partenza: 3–5 strutture compatibili entro 24 ore lavorative, con recapiti, link e un messaggio pronto da inviare a tutte insieme. €59 una tantum. Se non ricevete almeno 3 strutture compatibili con zona e criteri, vi rimborsiamo l'intero importo. Inizia da qui
Le rette indicate sono fasce indicative rilevate sul mercato emiliano-romagnolo e variano da struttura a struttura; criteri di valutazione, graduatorie, misure del Fondo regionale e requisiti per l'integrazione comunale sono stabiliti dalla Regione Emilia-Romagna, dalle AUSL e dai Comuni e vengono aggiornati periodicamente. Verificate sempre le condizioni con la struttura, con il Servizio Assistenza Anziani del distretto e con lo sportello sociale del Comune. Curalune non gestisce le liste d'attesa e non garantisce la disponibilità di posti.


