Se una RSA pubblica un risultato come «95% di famiglie soddisfatte», prima di usarlo per scegliere cercate tre informazioni: quante persone hanno risposto, quale domanda è stata posta e a quale periodo si riferisce. Il numero può essere utile, ma senza queste indicazioni è difficile capire che cosa descriva.
Il questionario di soddisfazione raccoglie giudizi attraverso domande prestabilite. Non coincide con le recensioni spontanee online e non sostituisce la valutazione dell'assistenza necessaria al vostro familiare. Questa guida serve a leggere il rapporto pubblicato dalla struttura, senza trasformare una percentuale in una promessa sul futuro soggiorno.
Procuratevi il rapporto, non soltanto il risultato in evidenza
Cercate sul sito della RSA le sezioni dedicate a qualità, documenti o indagini di gradimento. Se trovate solo una frase riassuntiva, chiedete il rapporto aggregato e il modello di questionario utilizzato: non occorrono le risposte individuali né informazioni sugli altri residenti.
Annotate anno della rilevazione, servizio interessato e destinatari. Un rapporto può riunire RSA e casa di soggiorno, oppure riportare separatamente ospiti, familiari e personale. Sono punti di vista diversi: il giudizio di chi visita non va presentato come se fosse stato espresso direttamente dalla persona che vive in struttura.
Controllate anche quando sono state raccolte le risposte. La data di pubblicazione della pagina non coincide necessariamente con il periodo osservato. Se nel frattempo sono cambiati gestione o organizzazione, domandate quali dati più recenti siano disponibili.
Distinguete partecipazione e soddisfazione
Il tasso di risposta indica la quota di questionari restituiti rispetto agli inviti considerati nell'indagine. La percentuale di soddisfazione riguarda invece i giudizi raccolti, secondo il metodo dichiarato. Sono due numeri diversi.
Esempio inventato: una struttura invia 100 questionari e ne riceve 40. Alla domanda generale rispondono tutti e 40; 38 esprimono un giudizio positivo. La partecipazione è del 40% e la soddisfazione tra questi rispondenti è del 95%. Non sappiamo come avrebbero risposto gli altri 60: non possiamo considerarli né soddisfatti né insoddisfatti.
Un esempio reale mostra perché cercare entrambe le informazioni: l'APSP Cesare Benedetti, nei dati 2025 sui familiari degli utenti di RSA e casa di soggiorno, pubblica una risposta all'indagine del 48% e una soddisfazione complessiva del 94%. Riporta inoltre separatamente i giudizi «molto» e «abbastanza» soddisfatti.
Chiedete che cosa viene contato
Questionari, familiari e residenti non sono sempre quantità intercambiabili. Verificate se l'invito è rivolto a un solo referente per ospite o a più persone, e se il numero riportato riguarda moduli ricevuti oppure risposte valide alla singola domanda.
Nel resoconto del Comune di Modena del 13 marzo 2025, relativo alle 15 CRA accreditate, sono indicati 795 questionari inviati, in alcuni casi a più referenti dello stesso ospite, e 362 restituiti. Questa precisazione evita di scambiare automaticamente ogni modulo per un residente diverso.
Se una domanda ammette «non so» o «servizio non utilizzato», chiedete come sono trattate queste risposte nel calcolo. Una percentuale sulla fisioterapia, per esempio, va letta sapendo se comprende tutti i partecipanti o soltanto chi ha espresso una valutazione su quel servizio.
Leggete la scala e poi le singole voci
«Positivo» può riunire più categorie. Per capire il risultato cercate le opzioni originali: molto soddisfatto, abbastanza soddisfatto, poco soddisfatto, oppure voti numerici. Un voto medio su dieci e una percentuale di risposte positive non sono la stessa misura.
Passate quindi dalle valutazioni complessive alle voci che contano per voi. Se il familiare necessita di frequenti comunicazioni con l'équipe, esaminate le domande su reperibilità e informazioni. Se volete capire i pasti, distinguete varietà, gradimento e organizzazione del servizio: non ricavate da un voto generale una conferma su una dieta specifica.
Scrivete accanto a ogni dato la domanda esatta. «Il personale è cortese?» e «Ricevo informazioni comprensibili?» indagano aspetti differenti, anche quando entrambe le risposte sono favorevoli.
Evitate una classifica tra numeri non confrontabili
Prima di preferire una RSA con il 96% a una con il 92%, controllate se coincidono domanda, scala, destinatari, periodo e modo di raccolta. Se queste condizioni cambiano, i due valori non bastano a stabilire quale struttura risponda meglio alle vostre esigenze.
Anche un aumento rispetto all'anno precedente richiede contesto: è stato usato lo stesso questionario? Sono stati invitati gli stessi gruppi? È cambiata la modalità di compilazione? Non serve fare un'analisi statistica in famiglia; serve riconoscere quando un confronto resta incerto.
Chiedete infine quale intervento sia seguito a una voce meno apprezzata e come ne venga controllato l'effetto. Una risposta concreta può indicare un cambiamento organizzativo e la data della verifica successiva. La sola intenzione di migliorare lascia ancora aperta la domanda.
Usate i risultati per preparare il colloquio
Portate alla visita un breve promemoria: dato letto, informazione mancante e domanda da chiarire. Per esempio: «Nel rapporto la comunicazione riceve un giudizio inferiore alle altre voci: quali modalità avete introdotto dopo la rilevazione?». È una richiesta sul funzionamento attuale, non un'accusa né una richiesta di conoscere casi privati.
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Nessuno dei due servizi trasforma un questionario in una certificazione della RSA. Disponibilità, compatibilità del caso e ammissione vanno confermate dalla struttura; un eventuale contributo pubblico richiede il percorso dell'ente competente.
Fonti pubbliche e pagine dei servizi controllate il 16 ottobre 2026. Gli esempi numerici dichiarati inventati hanno soltanto finalità esplicativa.


