Due metà, due logiche diverse
In Toscana la retta di una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) è composta da due voci che seguono regole del tutto diverse:
- La quota sanitaria. Copre l'assistenza infermieristica, la riabilitazione, i presidi, l'assistenza medica. È fissata dalla Regione ed è a carico del Servizio Sanitario Regionale attraverso l'Azienda USL. La famiglia non la paga.
- La quota sociale (o alberghiera). Copre vitto, alloggio, servizi assistenziali di base. È a carico dell'ospite, con possibile compartecipazione del Comune in base all'ISEE.
La quota sanitaria regionale è stata rivalutata più volte negli ultimi anni, con incrementi successivi di 2,00 euro, 1,60 euro e 1,50 euro al giorno. È una buona notizia per le strutture, ma per la famiglia non cambia quasi nulla: quello che pagate voi è l'altra metà, ed è lì che si gioca la partita.
Quanto pesa davvero la quota sociale
Il dato che sorprende le famiglie aretine è la variabilità. Le quote sociali rilevate in Toscana oscillano indicativamente fra i 52,79 e i 70 euro al giorno, con punte più alte in alcune strutture: su base mensile significa una forbice che va da circa 1.580 a oltre 2.100 euro, e in fascia alta si arriva anche a 2.550 euro.
Il punto critico: questa differenza non dipende dal livello di assistenza di cui ha bisogno vostro padre o vostra madre. La componente legata al bisogno clinico è la quota sanitaria, che è fissata dalla Regione ed è uguale ovunque. La quota sociale la determina la singola struttura. Due persone con identico quadro clinico, in due RSA della stessa provincia, possono pagare 500 euro al mese di differenza per ragioni che riguardano la struttura, non loro.
Questo rende il confronto fra strutture — a parità di qualità assistenziale — molto più redditizio in Toscana che in altre regioni.
Come si accede: il PUA
L'accesso al posto convenzionato non passa dalla struttura ma dal servizio pubblico. Il canale è il PUA — Punto Unico di Accesso, lo sportello integrato socio-sanitario del territorio.
Il percorso, in sintesi:
- Si presenta la richiesta al PUA della zona di residenza (o la attiva il servizio sociale ospedaliero, se si arriva da un ricovero).
- L'UVM — Unità di Valutazione Multidisciplinare valuta la condizione e definisce il progetto assistenziale personalizzato, stabilendo se ricorrono le condizioni per l'inserimento in RSA con quota sanitaria.
- Da quella valutazione discende la collocazione in graduatoria e il diritto alla copertura della quota sanitaria.
Chi entra in RSA senza essere passato da questo percorso entra in regime privato: paga entrambe le quote. È l'errore più costoso e anche il più comune, perché in urgenza la struttura disponibile si trova prima di quanto si ottenga la valutazione.
Se la quota sociale non è sostenibile
Quando le risorse dell'anziano non bastano a coprire la quota sociale, il Comune di residenza può integrare. Lo strumento è l'ISEE socio-sanitario residenziale, che si calcola sulla situazione dell'assistito e non coincide con l'ISEE ordinario del nucleo familiare.
Tre avvertenze pratiche:
- L'integrazione va richiesta formalmente ai servizi sociali: non scatta d'ufficio quando l'ISEE è basso.
- L'istruttoria ha tempi propri: farla partire dopo l'ingresso significa pagare per intero nel frattempo.
- L'indennità di accompagnamento, se riconosciuta, non dipende dal reddito e abbatte il residuo mensile. Se la domanda non è stata presentata, conviene attivarla subito.
Le domande che spostano centinaia di euro
Poiché in Toscana la variabile che potete davvero influenzare è la quota sociale, il confronto fra strutture va fatto con precisione:
- Qual è esattamente la quota sociale giornaliera, e da quando è in vigore.
- Cosa comprende: presidi per incontinenza, fisioterapia oltre quella sanitaria, trasporti per visite specialistiche, podologo, parrucchiere, farmaci fuori fascia A.
- Se è previsto un supplemento per la camera singola e a quanto ammonta.
- Con quale preavviso viene aggiornata la quota sociale.
- Cosa si paga in caso di ricovero ospedaliero e se il posto resta riservato.
- Se il posto proposto è convenzionato — cioè con quota sanitaria a carico dell'ASL — o interamente privato.
Quest'ultima è la domanda da fare per prima. Tutte le altre hanno senso solo dopo.
Il punto pratico
Ad Arezzo il margine di risparmio non sta nel negoziare con una struttura: sta nel confrontarne diverse sapendo che la quota sociale varia in modo significativo a parità di assistenza, e nell'arrivare con la valutazione UVM già avviata invece che a posteriori.
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Le cifre indicate sono ordini di grandezza ricavati da documentazione e rilevazioni pubbliche e variano per struttura, livello assistenziale e situazione personale: verificate sempre gli importi aggiornati con la struttura, con l'Azienda USL e con i servizi sociali. Curalune non gestisce le graduatorie, non garantisce la disponibilità di posti e non sostituisce la consulenza legale, fiscale o sanitaria.
Se il problema è la retta, non solo il posto
Abbassare quello che la famiglia paga davvero è quasi sempre una questione di pratiche: l'ISEE sociosanitario (che è diverso dall'ISEE ordinario e va chiesto espressamente al CAF), l'integrazione comunale della retta — da chiedere prima o al momento dell'ingresso, perché quasi mai è retroattiva — e l'invalidità civile con indennità di accompagnamento, che continua a spettare anche in struttura quando il ricovero non è a totale carico del servizio sanitario.