Cos'è la Prestazione Universale
La Prestazione Universale è la misura sperimentale INPS (in vigore fino al 31 dicembre 2026) che unisce in un assegno unico l'indennità di accompagnamento e un contributo aggiuntivo di 850 € al mese. Non è un bonus per tutti gli anziani: è rivolta a chi ha un bisogno assistenziale definito «gravissimo» e resta a casa, non a chi entra stabilmente in struttura.
I requisiti, uno per uno
- Età: almeno 80 anni
- Non autosufficienza: bisogno assistenziale gravissimo, valutato dall'INPS sulla base della documentazione sanitaria
- Indennità di accompagnamento: bisogna esserne già titolari (o averne i requisiti)
- ISEE sociosanitario: non superiore a 6.000 €
Il limite ISEE così basso esclude molte famiglie: prima di preparare la domanda conviene verificare l'ISEE sociosanitario reale, che non coincide con quello ordinario.
Come si usa l'assegno da 850 €
La quota integrativa non è libera: va destinata a lavoro di cura regolare. In pratica: badante assunta con contratto, oppure servizi di assistenza forniti da imprese qualificate. Se l'INPS verifica un uso diverso, la quota integrativa decade e resta solo l'accompagnamento.
Cosa c'entra con la scelta della RSA
È il punto che quasi nessuno spiega. La Prestazione Universale è pensata per l'assistenza a domicilio. Se l'anziano entra in RSA con retta interamente a carico pubblico, l'accompagnamento si sospende — e con esso la prestazione. Se invece la famiglia paga la retta (per intero o in parte rilevante), l'accompagnamento in genere si mantiene.
Per una famiglia che sta decidendo, il confronto onesto è questo:
- A casa con la prestazione: fino a circa 1.380 € al mese tra accompagnamento e quota integrativa, ma il carico organizzativo (sostituzioni, notti, peggioramenti) resta sulla famiglia
- In RSA: retta media 2.000–3.500 € al mese, assistenza continuativa inclusa; l'accompagnamento può contribuire alla retta se il ricovero non è a carico pubblico
Quando la situazione clinica è ancora gestibile a casa, la prestazione può rimandare l'ingresso di mesi. Quando non lo è più (cadute ripetute, demenza con wandering notturno, piaghe, ospedalizzazioni a ripetizione), l'assegno non sostituisce una struttura: allunga solo il tempo in cui la famiglia regge da sola.
Come si fa domanda
- Aggiornare l'ISEE sociosanitario (CAF o INPS online)
- Presentare la domanda sul sito INPS — servizio «Prestazione Universale» — con SPID/CIE, direttamente o tramite patronato
- Attendere l'esito della valutazione del bisogno gravissimo
- Dall'accoglimento, documentare l'uso della quota integrativa (contratto badante o fatture dei servizi)
Se la domanda viene respinta per il bisogno assistenziale, si può chiedere il riesame allegando documentazione clinica più completa: relazioni recenti di geriatra o neurologo pesano più dei certificati generici.
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Questo articolo offre informazioni generali e non sostituisce la verifica dei requisiti presso INPS, patronato o CAF. Importi e regole della sperimentazione possono cambiare. Curalune non assegna posti letto e non garantisce la disponibilità.


