Per valutare la sicurezza antincendio di una RSA non basta vedere estintori e cartelli verdi durante la visita. La domanda decisiva è più concreta: come viene protetta e spostata questa persona, con i suoi limiti reali, in ogni turno? Una persona che non cammina, usa la carrozzina, è allettata o dipende da un dispositivo non può essere inserita in un piano pensato per occupanti autonomi.
I Vigili del Fuoco includono tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi le strutture sanitarie residenziali e le case di riposo con oltre 25 posti letto. Tipologia, dimensioni e caratteristiche dell’edificio incidono però sugli adempimenti applicabili: la famiglia non deve certificare la conformità, ma può chiedere documenti e risposte operative prima di scegliere.
1. Chiedere quale strategia di esodo usa la struttura
Nelle strutture sanitarie l’evacuazione può non significare portare subito tutti fuori dall’edificio. La regola tecnica contempla anche l’esodo orizzontale progressivo: lo spostamento dei degenti in un compartimento adiacente protetto, con un eventuale trasferimento successivo verso un luogo sicuro. Chiedete quale strategia è prevista per il reparto proposto e dove si trova il primo spazio protetto.
Una risposta utile indica percorso, porte, compartimento e persone incaricate. “Chiamiamo i Vigili del Fuoco” non descrive ciò che il personale fa nei minuti precedenti al loro arrivo.
2. Collegare il piano al profilo della persona
Fornite una scheda breve: cammina o no, può trasferirsi dal letto alla carrozzina, comprende le istruzioni, usa ossigeno o altri dispositivi, ha bisogno di due operatori, può agitarsi con l’allarme. Domandate come questi elementi entrano nel piano individuale e chi lo aggiorna quando cambiano.
La pubblicazione tecnica INAIL sulla prevenzione incendi nelle strutture sanitarie specifica che il piano di emergenza ed evacuazione deve prevedere procedure per i degenti e per gli occupanti con disabilità, considerando anche gli spazi calmi disponibili. Perciò una procedura generica non risponde ancora alla domanda sulla persona concreta.
3. Verificare notte, festivi e cambio turno
Chiedete quanti addetti formati sono presenti nel reparto di notte e nei festivi, chi assume il coordinamento e come il turno riceve le informazioni sulle persone che richiedono assistenza. Non serve ottenere nomi o dati personali degli operatori: servono ruoli, copertura e procedura.
Fate una domanda-scenario: “Alle 3 di notte, chi aiuta una persona allettata e con quale ausilio?”. Risposte discordanti fra referente commerciale, coordinatore e turno assistenziale sono un segnale da chiarire prima della firma.
4. Domandare come si svolgono le prove
Una prova non deve esporre gli ospiti a rischi inutili, ma deve verificare comunicazioni, ruoli e tempi. Chiedete con quale frequenza vengono svolte le esercitazioni, se coinvolgono anche il turno notturno e come vengono corretti i problemi emersi. Per una persona con demenza è utile sapere come vengono ridotti panico, disorientamento e allontanamento durante un allarme.
Non chiedete di assistere a una simulazione improvvisata. È più utile vedere che la struttura registra le prove, assegna le azioni correttive e addestra il personale.
5. Controllare ausili, ossigeno e dipendenza elettrica
Carrozzina, letto articolato, sollevatore, concentratore di ossigeno e dispositivi alimentati a corrente cambiano il modo di gestire l’emergenza. Chiedete quali ausili di evacuazione sono disponibili nel reparto, dove vengono custoditi e chi sa usarli. Se un dispositivo è essenziale, fate indicare alimentazione di riserva, autonomia prevista e procedura in caso di interruzione.
Non modificate ossigeno, terapia o apparecchiature sulla base di questa guida: le istruzioni spettano ai professionisti e devono essere integrate nel piano della struttura.
6. Valutare camera e percorso, non soltanto l’estetica
Durante il sopralluogo percorrete il tragitto dalla camera al punto protetto insieme al referente. Osservate porte normalmente bloccate, corridoi ingombri, cambi di quota e spazio per una carrozzina o un letto. Chiedete se la posizione della camera proposta è compatibile con il livello di assistenza necessario e se un cambio di camera comporta supplementi.
Evitate conclusioni tecniche autonome: una porta chiusa può essere parte di una compartimentazione prevista. Segnalate ciò che non capite e chiedete una spiegazione verificabile.
7. Chiedere i documenti giusti senza fare il tecnico
Domandate chi è il responsabile della sicurezza, quando è stato aggiornato il piano di emergenza e se l’attività è in regola con gli adempimenti antincendio applicabili. Per le attività soggette, la ricevuta di presentazione della SCIA costituisce titolo abilitativo ai soli fini antincendio; non equivale a una promessa commerciale né sostituisce le autorizzazioni sanitarie o sociosanitarie.
Se le risposte restano vaghe, chiedete un incontro con il responsabile competente o una conferma scritta. In caso di dubbi sulla conformità, rivolgetevi agli enti e ai professionisti abilitati: il familiare non deve interpretare tavole, impianti o certificazioni.
8. Confrontare le RSA con la stessa griglia
- strategia di esodo del reparto;
- procedura per la persona non deambulante;
- addetti presenti di notte e nei festivi;
- ausili e alimentazione di riserva;
- frequenza delle prove e azioni correttive;
- data di aggiornamento del piano;
- referente che conferma le risposte;
- eventuali costi collegati a camera o assistenza aggiuntiva.
Esempio inventato: due RSA hanno una retta simile. La prima mostra un percorso chiaro, descrive chi assiste l’ospite di notte e conferma per iscritto gli ausili. La seconda risponde solo “siamo a norma”. Questo non dimostra automaticamente che la seconda sia insicura, ma indica quali verifiche mancano prima della decisione.
Dalla verifica della sicurezza alla rosa di strutture
Aiuto Curalune costa 59 euro una tantum e prepara una selezione di 3–5 strutture compatibili entro 24 ore dal pagamento e dalla ricezione dei dati completi; la famiglia riceve contatti, messaggio e domande e contatta direttamente le strutture. Aiuto Curalune Completo costa 199 euro una tantum: la selezione può arrivare fino a 8 strutture e Curalune effettua contatti e follow-up, con aggiornamenti, riepilogo scritto e monitoraggio per 30 giorni.
In entrambi i casi la struttura decide compatibilità, disponibilità e ammissione. Curalune non certifica la sicurezza antincendio e non garantisce un posto; aiuta a organizzare la ricerca e a confrontare risposte documentate.


