Quando una persona entra in RSA con mobilità molto ridotta, chiedere soltanto «avete il materasso antidecubito?» non basta. Occorre sapere quale superficie verrà usata, chi ne valuta l’adeguatezza, quando sarà pronta, chi interviene se si guasta e se esistono costi separati.
Il punto non è scegliere da soli un modello: è verificare che il presidio faccia parte di un piano assistenziale coerente fin dal primo giorno. Le indicazioni cliniche spettano ai professionisti che conoscono la persona.
Il nome del materasso non basta
“Antidecubito” è un termine generico. Esistono superfici in schiuma ad alte prestazioni, sistemi ad aria e altre soluzioni, con caratteristiche e limiti diversi. Una promessa commerciale non dimostra che il presidio sia adatto al rischio, al peso, alla mobilità o al letto disponibile.
Chiedete il tipo di superficie previsto e il motivo della scelta, non una marca. Le raccomandazioni NICE collegano l’impiego delle superfici di supporto alla valutazione del rischio e al quadro individuale, non alla preferenza della famiglia.
Chi decide quale superficie serve
La scelta dovrebbe partire da una valutazione sanitaria e assistenziale aggiornata: capacità di cambiare posizione, condizioni della cute, eventuali lesioni già presenti, dolore, continenza, nutrizione e altri fattori rilevanti. Domandate chi effettua questa valutazione all’ingresso, dove viene registrata e quando viene ripetuta.
Se ospedale, medico o infermiere hanno già indicato un presidio, consegnate la documentazione alla RSA prima del trasferimento. La struttura deve confermare che può applicare il piano; non chiedete a personale commerciale di sostituire la valutazione clinica.
Chi lo fornisce e chi sostiene il costo
La fornitura può dipendere dal contratto della struttura, dal tipo di posto, dal percorso territoriale e dalla situazione clinica. Per questo non esiste una risposta valida per ogni RSA. Fate distinguere per iscritto tre possibilità: presidio già incluso nella retta, dispositivo ottenuto tramite un percorso pubblico, oppure noleggio o acquisto con costo separato.
Se compare un extra, chiedete importo, durata, deposito, trasporto, sanificazione, manutenzione e condizioni di restituzione. Un generico “ausili esclusi” non permette di stimare il primo mese né di confrontare due strutture.
Si può portare il materasso usato a casa?
Non datelo per scontato. La RSA deve verificare compatibilità con letto e sponde, condizioni del rivestimento, documentazione del dispositivo, pulizia e possibilità di assistenza tecnica. Se il presidio è stato fornito da un servizio pubblico, va inoltre chiarito se può essere trasferito e chi resta responsabile della consegna e del ritiro.
Chiedete una risposta prima di trasportarlo: arrivare con un dispositivo non accettabile può lasciare la persona senza la soluzione prevista e generare una spesa urgente.
Consegna e installazione devono precedere l’ingresso
Per un bisogno già noto, fate indicare una data: “presente il giorno dell’ingresso” è più verificabile di “lo ordiniamo”. Domandate chi riceve il presidio, chi controlla che sia completo e chi comunica alla famiglia eventuali ritardi.
Se la consegna non è garantita, chiedete quale superficie temporanea verrà usata e chi ne valuterà l’adeguatezza. La disponibilità di un letto in RSA non equivale alla disponibilità di tutto ciò che serve per quel profilo.
Cosa far verificare il primo giorno
Chiedete al personale di controllare che il modello consegnato corrisponda a quello previsto, che il rivestimento sia integro, che il sistema sia compatibile con il letto e che eventuali pompa, tubi e allarmi funzionino. Deve essere chiaro anche chi può modificare le impostazioni: i familiari non dovrebbero improvvisare regolazioni.
Annotate il referente a cui segnalare rumori insoliti, perdita d’aria, allarmi o disagio. Un presidio acceso non è automaticamente un presidio correttamente installato.
Guasti e interruzioni di corrente
Per i sistemi alimentati, chiedete la procedura in caso di allarme, guasto o assenza di corrente: chi interviene, in quanto tempo, quale soluzione sostitutiva è disponibile e come viene protetta la persona nell’attesa. Domandate anche se l’assistenza tecnica è inclusa e chi apre la chiamata.
Non serve una promessa assoluta di assenza di guasti; serve un piano di continuità comprensibile, con responsabilità e contatti definiti.
Lenzuola e accessori possono cambiare il funzionamento
Traverse, coprimaterassi, lenzuola troppo tesi o materiali aggiunti possono interferire con alcune superfici. Chiedete quale biancheria usa la RSA e se segue le istruzioni del produttore. La famiglia dovrebbe evitare di aggiungere strati o accessori senza averli concordati con il personale.
Fate includere nel controllo anche cuscini da seduta e protezione dei talloni quando sono previsti dal piano: il rischio non riguarda soltanto le ore trascorse a letto.
Il materasso non sostituisce il piano assistenziale
Il servizio sanitario britannico NHS ricorda che prevenzione e trattamento comprendono anche cambi di posizione, controllo quotidiano della pelle, attività quando possibile e alimentazione adeguata. Un materasso speciale ridistribuisce la pressione, ma non rende superflui osservazione, mobilizzazione e gestione dell’umidità.
Chiedete quindi come la superficie si integra con postura, igiene, sonno e attività. Per una guida più ampia sul profilo clinico, leggete anche cosa verificare quando la persona ha già lesioni da pressione.
Un esempio inventato di confronto
Esempio illustrativo: la RSA A dice che il presidio è compreso, ma non sa quando arriverà; la RSA B indica tipo di superficie, consegna prima dell’ingresso, sostituzione in caso di guasto e costo mensile del noleggio. La prima risposta sembra più economica, la seconda è più confrontabile. Prima di decidere, la famiglia deve ottenere dalla RSA A tempi e piano sostitutivo e dalla RSA B il costo totale scritto.
La scheda da compilare per ogni RSA
- chi valuta il rischio e quando;
- superficie prevista e compatibilità con il letto;
- data di consegna e responsabile dell’installazione;
- fornitore, proprietà e assistenza tecnica;
- procedura per guasto o mancanza di corrente;
- soluzione sostitutiva disponibile;
- costi inclusi ed extra, con durata;
- regole per biancheria e accessori;
- modalità di rivalutazione e comunicazione alla famiglia.
Allegate la risposta al preventivo o al contratto. Se le condizioni cambiano, chiedete una nuova valutazione invece di acquistare autonomamente un presidio diverso.
Dal requisito assistenziale alla ricerca della RSA
Potete inserire il presidio e il relativo piano di continuità tra i criteri iniziali della ricerca. Con Aiuto Curalune ricevete 3–5 opzioni ragionate, i recapiti e le domande da inviare; il contatto con le strutture resta alla famiglia.
Se volete delegare anche quella fase, Aiuto Curalune Completo seleziona fino a otto strutture, le contatta, sollecita le risposte, aggiorna la famiglia e consegna un riepilogo scritto, con monitoraggio per i trenta giorni successivi. In entrambi i servizi, idoneità, disponibilità e ammissione vengono decise dalle strutture; Curalune non prescrive dispositivi e non garantisce un posto.
Fonti sanitarie consultate
- NICE: prevenzione e gestione delle lesioni da pressione
- NHS: lesioni da pressione, trattamento e prevenzione
Informazioni generali, non sostitutive di una valutazione medica o infermieristica individuale.


