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Guida editoriale

Guide11’ di lettura stimataPubblicato il 28/07/2026

Dopo il decesso in RSA: quanti giorni per liberare la camera, l'ultima retta, la cauzione

Nei giorni in cui nessuno ha voglia di leggere un contratto, la struttura vi chiede di svuotare la stanza e vi manda l'ultima fattura. Ci sono tre cose da verificare subito, e una che va letta prima di firmare — cioè adesso, se vostro padre è ancora lì.

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I giorni in cui nessuno vuole leggere un contratto

Vostra madre è morta ieri. Oggi la struttura vi chiede quando venite a prendere le sue cose, e fra due settimane arriva una fattura che nessuno vi ha spiegato. È il momento peggiore per scoprire cosa dice il contratto — e infatti la maggior parte delle famiglie paga senza guardare.

Le cose da sapere sono poche e si risolvono in mezz'ora. Vale la pena farlo: nella maggior parte dei casi non c'è nulla da contestare, ma quando c'è, si tratta di diverse centinaia di euro.

1. La retta: fino a quando è dovuta

Qui sta il punto che sorprende quasi tutti. La retta, in genere, non si ferma il giorno del decesso: i contratti delle RSA prevedono quasi sempre un termine entro cui la camera va liberata — di solito da tre a cinque giorni — e la retta corre fino a quel momento, o fino all'effettivo sgombero se avviene dopo.

Che cosa verificare nel contratto, sotto la voce risoluzione o decesso:

  • Quanti giorni sono previsti per liberare la stanza, e da quando decorrono.
  • Se la retta di quei giorni è piena o ridotta. Molti contratti prevedono un importo ridotto, perché i servizi assistenziali non vengono più erogati: state pagando l'occupazione della stanza, non l'assistenza.
  • Che cosa succede se liberate la camera prima. Se il contratto dice cinque giorni e voi svuotate in due, chiedete che vengano fatturati due.

Una precisazione importante: la quota sanitaria a carico del servizio sanitario regionale cessa con il decesso. Se la struttura fattura alla famiglia l'intera retta giornaliera per i giorni successivi, comprensiva della componente sanitaria, quello è un errore da contestare per iscritto.

2. La cauzione e i conguagli

Il deposito cauzionale va restituito, al netto di eventuali danni documentati e degli importi ancora dovuti. Chiedete un conteggio finale scritto, voce per voce: retta fino a data X, servizi extra del mese, cauzione trattenuta o restituita, saldo. Un importo unico senza dettaglio non è un conteggio, è una richiesta.

Controllate in particolare gli extra dell'ultimo periodo: parrucchiere, podologo, trasporti, pannoloni fuori fornitura, farmaci non a carico del servizio sanitario. Sono le voci che si accumulano nelle ultime settimane, quando nessuno controllava le fatture.

Se in struttura c'era un piccolo conto per le spese personali del residente — quello che alcune RSA gestiscono per il denaro contante — chiedetene il saldo e l'estratto. Fa parte dell'eredità, non della struttura.

3. Gli effetti personali

Chiedete che lo sgombero avvenga in vostra presenza e che venga fatto un inventario firmato di ciò che viene consegnato. Sembra eccessivo nel momento del lutto ed è esattamente per questo che serve: è il momento in cui spariscono più fedi nuziali, apparecchi acustici e catenine di tutta la permanenza.

Se manca qualcosa di valore, segnalatelo subito per iscritto alla direzione. Passate due settimane, non avrete più modo di ricostruire nulla.

Gli adempimenti, in ordine

Nella pratica quasi tutto lo gestisce l'impresa funebre, ma conviene sapere cosa sta succedendo:

  1. Constatazione del decesso da parte del medico della struttura, e successivo certificato necroscopico.
  2. Dichiarazione di morte all'ufficio di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso, entro 24 ore. Normalmente se ne occupa l'impresa funebre su vostra delega.
  3. Certificati di morte in più copie originali. Chiedetene almeno cinque o sei: ve li chiederanno la banca, l'INPS, le assicurazioni, il notaio. Procurarne altri dopo significa tornare in Comune.
  4. INPS. La pensione va comunicata; il rateo maturato fino al decesso spetta agli eredi e va richiesto, non arriva da solo. L'indennità di accompagnamento cessa: se continua a essere accreditata, va restituita, e prima lo segnalate meno complicato sarà.
  5. Cartella clinica. Gli eredi possono chiederne copia. Fatelo se avete dubbi su come sono andate le ultime settimane: dopo, con il passare dei mesi, diventa una richiesta molto più faticosa.

Se la fattura non torna

Non discutete al telefono. Scrivete una email alla direzione amministrativa con: il riferimento alla clausola del contratto, la data effettiva di riconsegna della camera, la richiesta di rettifica e un termine per la risposta. Nella grande maggioranza dei casi la struttura corregge, perché il conteggio automatico non teneva conto della data reale di sgombero.

Se non risponde, gli strumenti sono l'URP dell'ASL, la segnalazione all'ente che ha accreditato la struttura e, per le somme, le associazioni dei consumatori, che gestiscono questo tipo di contestazione di routine.

La parte da leggere prima, non dopo

Se state leggendo questo articolo mentre vostro padre è ancora in struttura, allora la cosa utile è un'altra: aprite il contratto adesso e cercate la clausola sul decesso. Quanti giorni, retta piena o ridotta, cauzione. È una riga che non guarda nessuno al momento della firma ed è l'unica che conta in un momento in cui non avrete voglia di leggere niente.

E se siete ancora nella fase della ricerca, quella parte possiamo farla noi: diteci zona, condizioni e tempi, e ricevete una selezione di strutture che vale la pena chiamare, a €59. Se non ricevete almeno 3 strutture compatibili con zona e criteri, vi rimborsiamo l'intero importo. Inizia qui

Questo articolo è un'informazione generale per le famiglie, non un parere legale o fiscale. I termini per la riconsegna della camera, la cauzione e le componenti della retta dipendono dal contratto firmato e dalle regole della vostra regione. Curalune non assegna posti letto e non garantisce disponibilità.

Se il problema è la retta, non solo il posto

Abbassare quello che la famiglia paga davvero è quasi sempre una questione di pratiche: l'ISEE sociosanitario (che è diverso dall'ISEE ordinario e va chiesto espressamente al CAF), l'integrazione comunale della retta — da chiedere prima o al momento dell'ingresso, perché quasi mai è retroattiva — e l'invalidità civile con indennità di accompagnamento, che continua a spettare anche in struttura quando il ricovero non è a totale carico del servizio sanitario.

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