Visitate di giorno e decidete sulla notte
Le RSA si visitano la mattina o a metà pomeriggio. C'è personale nei corridoi, un'animazione in corso, odore di cucina. Eppure quasi tutto ciò che vi preoccupa — una caduta, un dolore alle tre del mattino, un campanello a cui non risponde nessuno, una confusione che comincia di notte — succede nelle ore che non avete visto.
Questo articolo parla di quelle ore, e di come saperlo prima di firmare.
I due numeri da chiedere
Non chiedete «c'è personale di notte?». Vi diranno di sì. Chiedete per iscritto, domandando risposta scritta:
- «Quanti operatori sono fisicamente in struttura dalle 22 alle 7, e per quanti ospiti?»
- «L'infermiere di notte è presente in struttura o solo reperibile al telefono?»
La seconda è quella che cambia tutto ed è quella che nessuno fa. In molte RSA la notte è tenuta da OSS con l'infermiere in reperibilità. La differenza è concreta: con l'infermiere presente una caduta si valuta, una terapia al bisogno si somministra, si decide se serve davvero il 118. Senza, nel dubbio si chiama — e un trasferimento notturno in pronto soccorso è quasi sempre la cosa peggiore che possa capitare a un anziano con demenza.
Chiedete anche una cosa che le famiglie non sanno di poter chiedere: il minutaggio assistenziale. Le regioni fissano, per l'accreditamento, i minuti di assistenza per ospite al giorno e la composizione delle figure professionali. Domandate quale minutaggio è previsto dalla vostra regione per quel tipo di nucleo e come è distribuito sulle ventiquattro ore. Una struttura seria conosce il proprio dato; una che si irrigidisce alla domanda vi ha già risposto.
Le altre domande della notte
- A che ora mettete a letto gli ospiti? È la domanda più rivelatrice in assoluto. Se alle 18:30 sono già quasi tutti a letto, non è una routine del sonno: è un organico ridotto che organizza il turno. Tredici ore a letto producono rigidità, lesioni da pressione, disorientamento e risvegli alle quattro del mattino.
- Quanto si aspetta per un campanello di notte — e viene registrato? Una struttura che misura i tempi di risposta li conosce; una che non li misura vi dirà «subito».
- Ogni quanto si fanno i giri, e si sveglia la persona per cambiarla? I cambi posturali servono a chi non si muove. Svegliare ogni tre ore chi cammina e dorme bene è organizzazione, non assistenza.
- Quanti ospiti prendono qualcosa per dormire? Questa domanda ne sonda un'altra: la notte è tenuta con il personale o con i farmaci?
- Che cosa fate se qualcuno si alza e cammina di notte? La risposta giusta parla di accompagnare, di luce, di uno spazio dove camminare. Quella sbagliata parla di sponde e di «ne parliamo col medico».
Il sonnifero, detto chiaramente
Se compare un ipnotico o un neurolettico «per farla riposare», chiedete per iscritto: «quale farmaco, con quale diagnosi documentata, prescritto da chi, e quando è prevista la rivalutazione?» Un farmaco dato perché una persona non si alzi e non chieda nulla durante la notte è una contenzione farmacologica, e come ogni contenzione richiede indicazione clinica individuale, prescrizione, registrazione e rivalutazione — non è una decisione di turno.
Ed è controproducente in modo misurabile: benzodiazepine e neurolettici aumentano le cadute notturne, cioè esattamente ciò che si voleva evitare.
Come verificarlo senza essere esperti
- Tornate una seconda volta verso le otto di sera. È la visita che nessuna struttura propone ed è quella che vi dirà di più. Guardate quanti ospiti sono ancora alzati e quanti operatori incontrate.
- Chiedetelo a un OSS, non solo alla direzione: «di notte in quanti siete su questo piano?». La risposta di solito è immediata e precisa.
- Guardate il turnover. Dove il personale cambia in continuazione, di notte cambia di più — ed è la continuità che fa sì che qualcuno alle due del mattino si accorga che vostra madre «non è come al solito».
Se vostro padre è già dentro
Chiedete un incontro e portate le domande numerate per iscritto. Fate mettere nel PAI il suo ritmo: un orario di messa a letto coerente con le sue abitudini, non con il turno. In caso di cadute notturne ripetute chiedete la revisione della terapia e la verifica dell'ambiente — altezza del letto, luce notturna, percorso libero verso il bagno, deambulatore a portata di mano — perché la maggior parte delle cadute notturne avviene andando in bagno.
Se non si muove nulla: richiesta scritta alla direzione sanitaria, poi URP dell'ASL e segnalazione all'ASL o all'ente regionale che ha accreditato la struttura — che è anche l'ente che ha fissato quel minutaggio.
Se state ancora scegliendo
Portate le due domande iniziali alla prima visita. Distinguono le strutture meglio di qualunque brochure, e la reazione alla seconda — infermiere presente o solo reperibile — vi dirà quasi tutto.
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Questo articolo è un'informazione generale per le famiglie, non un parere medico o legale. Standard di personale, minutaggi e requisiti di accreditamento sono fissati a livello regionale e cambiano nel tempo. Curalune non assegna posti letto e non garantisce disponibilità.


