Stessa esigenza, tre nomi diversi
Il sostegno economico per assistere a casa un anziano non autosufficiente esiste quasi ovunque in Italia, ma cambia nome, ente e regole da regione a regione. È il motivo per cui le ricerche online restituiscono informazioni contraddittorie: parlano di regioni diverse. Ecco come si chiamano in tre delle regioni più popolose.
Piemonte
Il canale principale passa dalla valutazione dell'UVG (Unità di Valutazione Geriatrica) dell'ASL, che apre l'accesso sia alla residenzialità convenzionata sia ai progetti di domiciliarità. Il sostegno domiciliare può assumere la forma di assegno di cura o di contributo per la cura familiare, gestito con i Consorzi socio-assistenziali e gli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali del territorio. Il punto di partenza pratico è il servizio sociale del Consorzio o del Comune, che attiva l'UVG.
Lazio
In Lazio i sostegni domiciliari passano principalmente dai Distretti sociosanitari e dai Comuni, con misure legate alla non autosufficienza e alla disabilità gravissima finanziate dal Fondo Nazionale. Il punto d'accesso è il PUA (Punto Unico di Accesso) del Distretto, che avvia la valutazione multidimensionale. Roma Capitale ha inoltre proprie misure municipali: chi vive in città deve verificare anche gli avvisi del proprio Municipio.
Toscana
In Toscana il percorso passa dai Punti Insieme — gli sportelli di accesso ai servizi sociosanitari — che attivano l'UVM di zona. Da lì nasce il PAP (Progetto di Assistenza Personalizzata), che può prevedere contributi per l'assistenza a domicilio, compreso il sostegno per l'assistente familiare regolarmente assunta, oppure l'accesso alla residenzialità con quota sanitaria a carico del servizio sanitario regionale.
Cosa hanno in comune tutti i percorsi
Al di là dei nomi, i quattro passaggi si ripetono ovunque: 1) una valutazione multidimensionale (UVG, UVM, UVMD) che certifica il bisogno; 2) un ISEE, spesso nella versione sociosanitaria quando riguarda la persona non autosufficiente; 3) un progetto assistenziale che definisce chi assiste e come; 4) una finestra di domanda con risorse limitate. Se conosci questi quattro elementi, sai già cosa chiedere in qualunque regione ti trovi.
L'errore che accomuna tutte le regioni
Dare per scontato di non avere diritto a nulla e non attivare la valutazione. Senza valutazione non esiste né contributo domiciliare né posto in graduatoria per la struttura: è l'unico passo che apre entrambe le porte, ed è gratuito. Il secondo errore più comune è ignorare l'indennità di accompagnamento INPS, che è nazionale, prescinde dal reddito e si cumula quasi sempre con le misure regionali.
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Questo articolo offre informazioni generali: denominazioni, requisiti e importi cambiano per territorio e per annualità. Verifica sempre presso il servizio sociale del tuo Comune o il Distretto. Curalune non eroga contributi e non sostituisce gli enti competenti.


