Quando una persona usa un comunicatore, una tabella di simboli o un sistema di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), non basta sapere se la RSA “accetta il dispositivo”. Bisogna capire se resterà disponibile, raggiungibile e utilizzabile durante la giornata. Per chi non può affidarsi alla voce, può essere il mezzo principale per esprimere bisogni, scelte e disagio.
La CAA comprende gesti, segni, tabelle, simboli, dispositivi con uscita vocale e soluzioni controllate con tocco, sensori o sguardo. NHS England ricorda che anche familiari, caregiver e personale possono aver bisogno di conoscere questi strumenti. La compatibilità di una RSA va quindi ricostruita nelle situazioni concrete.
Preparare una scheda operativa prima dei contatti
Preparate una pagina con le informazioni essenziali, concordate con la persona e, quando presente, con il professionista o il servizio che segue la CAA:
- tipo di sistema: tabella, quaderno, tablet, comunicatore dedicato o altra soluzione;
- modalità di accesso: tocco, puntamento oculare, sensore, scansione o aiuto di un interlocutore;
- posizione necessaria e supporto usato su carrozzina, tavolo o letto;
- ricarica, alimentatore, connessione e accessori indispensabili;
- referente autorizzato per assistenza tecnica o comunicativa;
- soluzione alternativa già usata se il dispositivo non è disponibile.
La scheda non sostituisce una valutazione clinica e non autorizza modifiche al sistema. Serve a far emergere presto eventuali incompatibilità organizzative.
Chiedere di descrivere una giornata
“Abbiamo il Wi-Fi” o “usiamo i tablet” non basta. Domandate chi rende disponibile il comunicatore al risveglio, dove viene collocato durante i pasti, se segue la persona negli spazi comuni e come resta accessibile a letto. Se il controllo avviene con lo sguardo o con un sensore, chiedete chi sa posizionare il supporto secondo le indicazioni già definite.
Chiarite anche i passaggi di turno. Un dispositivo configurato serve poco se resta in un armadio, scarico o fuori portata. La domanda concreta è: “Che cosa farà l’operatore di sera se il comunicatore non si accende?”. La risposta dovrebbe indicare responsabilità e percorso di segnalazione, non improvvisazioni tecniche.
Verificare ricarica, montaggio e custodia
Annotate chi si occupa della ricarica, dove si conserva l’alimentatore e se esiste una presa sicura vicino ai luoghi di uso abituale. Chiedete come vengono gestiti il supporto, la base, i sensori e gli accessori durante i trasferimenti tra camera, sala da pranzo e attività.
Distinguete le operazioni quotidiane dalle modifiche specialistiche. Pulire lo schermo come indicato dal produttore, collegare l’alimentatore corretto o applicare un supporto già regolato non equivale a cambiare vocabolario, calibrazione, metodo di accesso o impostazioni. Fate precisare chi può fare cosa e chi viene contattato quando serve un intervento qualificato.
Stabilire un piano di riserva per i guasti
La soluzione alternativa non dovrebbe essere inventata durante un’urgenza. Può essere una tabella cartacea, un quaderno alfabetico, una modalità affidabile per risposte sì/no o un secondo strumento già conosciuto. La scelta va definita con chi segue la comunicazione: un supporto generico non è automaticamente utilizzabile.
Nel piano indicate dove si trova il backup, chi sa proporlo, come si contatta l’assistenza e quali accessori di scorta esistono davvero. Chiedete anche come la RSA documenta il problema e avvisa la famiglia. Non date per scontato che paghi riparazioni, sostituzioni, connessione dati o interventi tecnici: sono aspetti da chiarire prima dell’ingresso.
Osservare come il personale comunica
Il servizio NHS dedicato alla CAA raccomanda di parlare direttamente con chi usa il sistema e di lasciargli tempo per comunicare. Durante una visita osservate se l’operatore si rivolge alla persona, attende la risposta e verifica di aver capito, oppure parla soltanto con l’accompagnatore.
Chiedete come vengono condivise tra i turni le preferenze comunicative e se il personale riceve istruzioni sul sistema specifico. “Abbiamo già visto un comunicatore” è meno informativo di “prima dell’ingresso organizziamo un passaggio con il referente e registriamo le modalità operative nel piano assistenziale”. La struttura deve saper usare con coerenza ciò che serve nella quotidianità e riconoscere quando chiedere aiuto.
Un esempio per rendere le domande verificabili
Esempio inventato: una persona usa un tablet con uscita vocale montato sulla carrozzina e, a letto, una tabella cartacea. Una risposta utile specifica che l’operatore porta il tablet durante i trasferimenti, lo collega ogni sera nel punto concordato, non cambia la regolazione del supporto e, in caso di guasto, propone la tabella mentre avvisa il referente. Una risposta vaga dice soltanto che “il tablet può entrare”.
Costi e accordi da mettere per iscritto
Chiedete se l’uso del comunicatore comporta costi aggiuntivi e chi risponde per danni accidentali, manutenzione, trasporto in assistenza o perdita degli accessori. Verificate le regole per Wi-Fi, aggiornamenti, account e dati personali. Non consegnate password non necessarie: definite quali accessi servono e a chi.
Riassumete le risposte nella stessa griglia per ogni struttura: disponibilità durante la giornata, responsabili, formazione, ricarica, montaggio, backup, assistenza tecnica e costi. Confronterete procedure verificabili, non formule rassicuranti.
Come può aiutare Curalune
Se volete contattare autonomamente le strutture, Aiuto Curalune prepara una selezione ragionata di 3–5 strutture compatibili e i materiali per scrivere e fare le domande giuste. Se preferite delegare anche i contatti, Aiuto Curalune Completo include la selezione e aggiunge contatti diretti, solleciti, aggiornamenti e riepilogo finale. In entrambi i casi la struttura decide idoneità, disponibilità e ammissione; Curalune non promette un posto né un finanziamento pubblico.
Fonti ufficiali
- NHS England, Guidance for commissioning AAC services and equipment: definizione della CAA, varietà degli strumenti e ruolo di familiari, caregiver e personale.
- Shropshire Community Health NHS Trust, Augmentative and Alternative Communication: sistemi con e senza ausili, accesso tramite tocco, sguardo o sensori e indicazioni per gli interlocutori.


