In Lombardia non si chiama "assegno di cura"
Se cerchi "assegno di cura Lombardia" trovi poco, e non è perché la misura non esista: qui si chiama diversamente. Le due misure regionali per la non autosufficienza a domicilio sono la Misura B1 e la Misura B2, finanziate dal Fondo Non Autosufficienza. Sapere il nome giusto è già metà del lavoro, perché è il termine con cui rispondono ATS, ASST e Comuni.
Misura B1: gravissima disabilità
La B1 è destinata alle persone in condizione di dipendenza vitale, che necessitano di assistenza continuativa nelle 24 ore: gravissime disabilità, stati vegetativi, ventilazione assistita, gravi demenze in fase avanzata con totale dipendenza. La domanda si presenta all'ATS di riferimento e prevede una valutazione multidimensionale. È incompatibile con il ricovero definitivo in struttura: serve a tenere la persona a casa.
Misura B2: non autosufficienza al domicilio
La B2 è più ampia e passa dai Comuni tramite gli Ambiti territoriali. Si rivolge ad anziani e disabili non autosufficienti assistiti a casa, con requisiti ISEE stabiliti da ciascun Ambito. Può erogare un buono per il caregiver familiare, un voucher per prestazioni professionali o un contributo per l'assistente familiare regolarmente assunta (la badante). Attenzione: ogni Ambito pubblica il proprio avviso, con finestre temporali e soglie ISEE diverse. È il motivo per cui due famiglie della stessa provincia ricevono risposte diverse.
Come si combinano con l'accompagnamento
L'indennità di accompagnamento dell'INPS è un'altra cosa: è nazionale, non dipende dal reddito e spetta a chi ha il riconoscimento di invalidità civile al 100% con impossibilità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani senza assistenza. Nella maggior parte dei casi si cumula con le misure regionali, che però la considerano nel calcolo. Chi rinuncia a chiedere l'accompagnamento "perché tanto ho già altro" commette l'errore più costoso in assoluto.
E quando si entra in RSA?
Le misure domiciliari servono a evitare o rimandare l'istituzionalizzazione: con l'ingresso definitivo in RSA decadono. Cambia però lo scenario economico: subentra la quota sanitaria a carico del SSR nei posti accreditati, resta a carico della famiglia la quota alberghiera, e si può chiedere l'integrazione comunale presentando l'ISEE sociosanitario, che considera la situazione della sola persona ricoverata. È il passaggio in cui molte famiglie perdono mesi per un modulo sbagliato.
Gli errori che fanno perdere il contributo
- Cercare "assegno di cura" invece di B1/B2 e concludere che in Lombardia non ci sia nulla.
- Perdere la finestra dell'avviso del proprio Ambito: le domande B2 non sono sempre aperte.
- Presentare l'ISEE ordinario dove serve quello sociosanitario.
- Non assumere regolarmente l'assistente familiare quando il contributo lo richiede.
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Questo articolo offre informazioni generali: importi, soglie e finestre di domanda cambiano per Ambito e per annualità. Verifica sempre l'avviso in corso del tuo Comune o ATS. Curalune non eroga contributi e non sostituisce gli enti competenti.


