Una delle poche regioni con un vero assegno di cura
L'Emilia-Romagna è tra le regioni in cui la misura si chiama davvero assegno di cura ed è strutturata da anni, finanziata dal FRNA (Fondo Regionale per la Non Autosufficienza). Serve a sostenere economicamente le famiglie che assistono a casa un anziano non autosufficiente, come alternativa o rinvio dell'ingresso in struttura.
Chi può ottenerlo
I requisiti ruotano attorno a tre elementi: la non autosufficienza certificata dalla valutazione dell'UVM del Distretto (la stessa unità che gestisce l'accesso alle CRA), la presenza di un caregiver che assicura l'assistenza a domicilio, e la situazione economica valutata tramite ISEE. L'importo è graduato sul livello di bisogno assistenziale: più alto il carico di cura, più alto il contributo giornaliero.
Dove si presenta la domanda
Il punto di accesso è lo Sportello Sociale del Comune di residenza, che avvia il percorso verso l'UVM del Distretto AUSL. È lo stesso sportello dell'accesso alle CRA: se stai già seguendo quella pratica, la domanda di assegno di cura si può impostare nello stesso incontro — e conviene farlo, perché i due percorsi si alimentano a vicenda.
Il contratto con il caregiver
Un elemento tipico dell'impianto emiliano-romagnolo è il contratto o programma assistenziale che accompagna l'assegno: si definisce chi assiste, con quali attività e con quale supporto dei servizi. Non è burocrazia inutile — è ciò che rende il contributo continuativo e verificabile. Se nell'assistenza è coinvolta un'assistente familiare regolarmente assunta, è previsto in alcuni casi un contributo aggiuntivo.
Cosa cambia con l'ingresso in CRA
L'assegno di cura sostiene il domicilio: con l'ingresso definitivo in CRA decade. Cambia però tutto lo scenario dei costi: nel posto convenzionato la quota sanitaria è coperta dal FRNA tramite l'AUSL e la famiglia paga la sola quota alberghiera; se questa non è sostenibile, si chiede l'integrazione comunale con l'ISEE sociosanitario. Vale la pena impostare entrambe le pratiche in parallelo mentre si è ancora a casa.
Gli errori che costano mesi
- Non chiedere la valutazione UVM perché "tanto non ci daranno niente": senza valutazione non esiste né assegno né graduatoria CRA.
- Presentare l'ISEE ordinario dove serve il sociosanitario.
- Dimenticare l'indennità di accompagnamento INPS, che è nazionale, non dipende dal reddito e nella maggior parte dei casi si cumula.
- Non segnalare i peggioramenti: la rivalutazione può alzare il contributo e la priorità in graduatoria.
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Questo articolo offre informazioni generali: requisiti e importi cambiano per Distretto e per annualità. Verifica sempre presso lo Sportello Sociale del tuo Comune. Curalune non eroga contributi e non sostituisce gli enti competenti.


