Sessantaquattro strutture, e perché il numero inganna
Nel ravennate Curalune mappa 64 strutture per anziani, il numero più alto d'Italia dopo Roma. Sembra abbondanza. Non lo è, e il motivo non è la dimensione ma la tipologia.
Di quelle 64, cinquanta sono case di riposo e tre sono centri diurni. Le strutture che possono assistere una persona non autosufficiente sono undici. E di quelle undici, solo tre hanno un nucleo protetto per le demenze.
Quindi la scelta reale non è fra sessantaquattro strutture. Per un anziano non autosufficiente è fra undici, e per un anziano con demenza e necessità di sorveglianza è fra tre. Chi telefona alle sessantaquattro perde settimane a sentirsi dire «noi non siamo attrezzati».
A Ravenna la struttura si chiama CRA
In Emilia-Romagna la residenza per anziani non autosufficienti si chiama CRA — Casa Residenza per Anziani. È l'equivalente di quello che altrove si chiama RSA. Tutta la modulistica dei Comuni, le graduatorie e i siti dell'AUSL parlano di CRA: usare la parola giusta nelle domande fa risparmiare telefonate.
Il percorso parte dallo Sportello Sociale
L'errore più comune è iniziare telefonando alle strutture. Per i posti convenzionati non decide la struttura, quindi quelle telefonate non fanno avanzare la pratica di un giorno.
La domanda si presenta allo Sportello Sociale del Comune di residenza. A Ravenna città fa capo ai servizi sociali comunali; nei comuni della provincia — Faenza, Lugo, Cervia, Russi, Bagnacavallo — spesso all'Unione dei Comuni di riferimento. Il Comune competente è sempre quello di residenza anagrafica dell'anziano, non quello dove sta la struttura e non quello dove vivono i figli.
La valutazione: SAA, UVG e il punteggio BINA
Dalla domanda il caso passa al SAA — Servizio Assistenza Anziani del Distretto dell'AUSL della Romagna. La valutazione la fa l'UVG — Unità di Valutazione Geriatrica, che guarda insieme la parte sanitaria e quella sociale: condizioni cliniche, autonomia nelle attività quotidiane, stato cognitivo e tenuta della rete familiare.
Lo strumento è il BINA — Breve Indice di Non Autosufficienza. Dal punteggio dipendono due cose: se il caso rientra nel livello che una CRA può assistere, e la posizione in graduatoria.
Se le condizioni peggiorano dopo la valutazione — una caduta, un ricovero, un aggravamento cognitivo — chiedete la rivalutazione. Il punteggio non si aggiorna da solo, e quasi nessuna famiglia lo chiede.
La graduatoria è del Distretto
Per i posti convenzionati esiste una graduatoria unica distrettuale. Non ci si iscrive alla lista della singola CRA: si entra in un elenco del Distretto, e quando si libera un posto convenzionato viene proposto secondo la graduatoria.
Quindi chiamare tutte le strutture non serve a scalare posizioni. Serve invece: avere la domanda presentata, la valutazione fatta, il punteggio aggiornato, e le preferenze indicate in modo realistico.
Sulle preferenze, due domande da fare allo Sportello prima di compilare: quante strutture conviene indicare, e cosa succede se rifiutiamo il posto proposto. In diversi distretti un rifiuto comporta sospensione o arretramento. È una regola che cambia completamente come si compila quel riquadro, e la si scopre quasi sempre troppo tardi.
Quanto si paga
Nel posto convenzionato la retta è divisa: la quota sanitaria è coperta dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, la quota alberghiera resta all'ospite.
Se reddito e patrimonio non bastano, si chiede l'integrazione della retta al Comune di residenza con l'ISEE socio-sanitario residenziale. Va avviata prima dell'ingresso: a posteriori è più lenta e nel frattempo la retta corre.
Nel posto privato si paga tutto e si tratta direttamente con la struttura, senza graduatoria. Alcune famiglie entrano da privato e chiedono il passaggio a convenzionato quando arriva il turno: chiedete alla struttura se lo prevede e a quali condizioni, perché non è automatico.
La prima domanda al telefono non è «avete posto?»
Con cinquanta case di riposo e undici CRA nello stesso elenco, chiedere «avete posto?» porta fuori strada: una casa di riposo può avere posto e non poter assistere vostro padre. Serve chiedere:
- Che tipologia siete: CRA accreditata, comunità alloggio, casa famiglia?
- Fino a che livello di non autosufficienza riuscite ad assistere?
- C'è personale infermieristico nelle 24 ore o solo in alcune fasce?
- Avete posti convenzionati, posti privati, o solo privati?
Quella seconda domanda evita l'esito peggiore: un ingresso in una struttura che dopo qualche mese dichiara di non poter più assistere, e un secondo trasloco a novant'anni.
Se si parte da un ricovero
Con l'anziano ricoverato — Santa Maria delle Croci a Ravenna, o gli ospedali di Faenza e Lugo — chiedete del servizio sociale ospedaliero il primo giorno, non alla vigilia delle dimissioni. Il dossier clinico è già lì e la valutazione può partire durante la degenza. È il singolo passaggio che fa guadagnare più tempo.
L'ordine giusto
- Sportello Sociale del Comune di residenza: presentate la domanda.
- Fate calendarizzare la valutazione UVG.
- Preparate documenti, verbali di invalidità, referti e lista farmaci nel frattempo.
- Chiedete come funziona la graduatoria e cosa comporta un rifiuto.
- Avviate l'ISEE socio-sanitario se pensate di chiedere l'integrazione.
- In parallelo sondate i posti privati come ponte, con le quattro domande sopra.
- A ogni peggioramento, chiedete la rivalutazione.
Perché a Ravenna ci sono così tante strutture?
Perché nell'elenco rientrano tipologie molto diverse: delle 64 strutture, cinquanta sono case di riposo e tre centri diurni. Le CRA che assistono persone non autosufficienti sono undici, e tre di queste hanno un nucleo protetto per le demenze.
Posso iscrivermi direttamente in una CRA?
Per i posti privati sì. Per i convenzionati no: la domanda passa dallo Sportello Sociale del Comune di residenza, dalla valutazione UVG e dalla graduatoria distrettuale.
Il punteggio si aggiorna da solo se peggiora la situazione?
No. La rivalutazione va chiesta. Dopo una caduta, un ricovero o un aggravamento cognitivo è la prima cosa da fare.
Qual è il Comune competente se mio padre vive con me?
Quello della residenza anagrafica dell'anziano al momento della domanda. Se la residenza non corrisponde più alla situazione reale, sistematela prima di presentare la domanda.